Accadde oggi, l'addio di grandi giocatori in casa Milan e Juventus
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ACCADDE OGGI: 13 MAGGIO

Accadde oggi, 13 maggio 2012, che Inzaghi, Nesta, Gattuso, Seedorf e Zambrotta disputarono la loro ultima partita in A con il Milan, mentre a Torino fece la stessa cosa Del Piero con la Juventus.

  • QUI MILANO

In casa Milan è la fine di un’epoca. Tutti insieme, Inzaghi, Nesta, Gattuso, Seedorf e Zambrotta si sfilano la maglia rossonera e salutano. Non è un semplice ciclo che si chiude, sia ben chiaro: qui siamo di fronte agli ultimi dieci anni di storia milanista (e che storia!) e ai suoi eroi. Dal 2002 al 2012 questi signori (tranne Zambrotta che è arrivato nel 2008) hanno rappresentato la spina dorsale del club rossonero. Quel giorno era difficile immaginare il Milan senza di loro, indipendentemente dal fatto che alcuni di loro da un po’ di tempo non giocavano. Tre di loro ritorneranno in veste di allenatore nelle stagioni seguenti.

Già nel 2009 con le partenze di Ancelotti, Maldini e Kakà, si parlò di «cambio della guardia» e di rivoluzione rossonera. In questo giorno di maggio 2012, però, la portata dell’evento è superiore: i quattro moschettieri, più Zambrotta, lasciano un vuoto che non sarà facile colmare.

Negli occhi del popolo rossonero ci sono le immagini dei trionfi, gli scudetti, tutti gli altri trofei conquistati. Ma in cima alla classifica, come fossero statue perfette e intoccabili, stanno le Champions League del 2003 e del 2007; la prima perché rappresentò l’inizio dell’avventura, con quei rigori finali che piegarono la Juventus, la seconda perché nessuno se l’aspettava, nemmeno i tifosi più innamorati: solo loro ci credevano, gli eroi che, partendo dal preliminare, arrivarono alla finale di Atene e contro il Liverpool vendicarono la clamorosa sconfitta di due anni prima.

Accadde oggi Milan-Novara, questo l’ultimo match in questione che si concluse 2 a 1 per i padroni di casa. Svantaggio iniziale rimontato da Flamini prima e…da Inzaghi, alla partita numero 300 con i rossoneri. Assist di Seedorf. Come chissà quante altre volte.

  • QUI TORINO

Anche il capoluogo piemontese vive la sua domenica di lacrime, non solo di gioia. La squadra di Conte, in quel 13 maggio 2012, concluse il campionato praticamente da imbattuta: è la prima volta che succede in un campionato a 20 squadre. Ma è la partita della festa scudetto, e soprattutto quella dell’addio commovente del popolo juventino al suo capitano e al suo simbolo: Alessandro Del Piero. Che chiuderà definitivamente con i bianconeri nella sfortunata finale di Coppa Italia, con il Napoli. Ma che virtualmente chiuse lì, con un gol emblematico che vale la rete 290 con i colori bianconeri.

La partita nel dettaglio termina 3-1 per la Juventus, con le reti anche dei compagni Marrone e Barzagli.

E’ al 28′, però, che lo stadio non riesce a trattenersi: smette di piovere poco prima della partita, ma a lacrimare ci pensano i volti dei tifosi presenti.

Segna capitan Del Piero. Conta i passi come un ballerino, trova il varco e scarica il destro. E’ il quinto stagionale, il terzo in campionato. Lo abbracciano tutti ed è bellissimo. A metà ripresa, il cambio e l’addio. Meravigliosamente Alex, che al fischio finale si gode la festa e dapprima raccoglie baci e sciarpe. ‘Un capitano’, urla lo stadio. E il capitano risponde, alzando la coppa del tricolore che racchiude le emozioni di una carriera costellata di trionfi, di vittorie europee e mondiali, ma anche tonfi, infortuni e una retrocessione in cui, non da solo ma per primo, decise di non sottrarsi.

La conclusione di una delle pagine più belle e romantiche del nostro calcio, accadde oggi.

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