Napoli mai così male a inizio stagione dal 2009
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CRISI NAPOLI: MAI COSÌ MALE DAL 2009

La crisi del Napoli pare non conoscere fine. I risultati scarseggiano e la frattura tra squadra, mister e società pare sempre più difficile da ricucire.

Dal 2009 il Napoli non aveva mai raccolto così pochi punti nelle prime 14 giornate (20) e mai era parsa così lontana dai giochi che contano in campionato, rischia di costare la panchina a Carlo Ancelotti.
La scelta di andare tutti in ritiro dopo il ko casalingo contro il Bologna ha provocato una nuova spaccatura e un malessere diffuso tra i calciatori

Con l’1-2 in casa ieri contro il Bologna la squadra di Ancelotti è scivolata al settimo posto in classifica, distante ormai anni luce dalla corsa scudetto a cui avrebbe dovuto partecipare e che invece è affare di Inter e Juventus. Il problema maggiore, però, è che Insegne e compagni sono staccati ormai 8 lunghezze anche dal quarto posto e dalla zona Champions. Sono numeri impietosi: 12 punti in meno dello scorso anno (che pure non era stato eccezionale), addirittura 18 rispetto all’ultimo Sarri. Gli appena 20 punti conquistati rappresentano la peggior classifica dell’ultimo decennio: bisogna tornare indietro fino al 2009/2010. A questo punto della stagione, Donadoni era già stato esonerato da un pezzo. E quella squadra giocava con Contini, Datolo e Gargano, non certo i campioni su cui può contare oggi Ancelotti.

Una situazione difficile, cambiare rotta alla stagione pare difficile, cambiare mister è impensabile.

Ancelotti, appunto. È triste dirlo, perché il suo ritorno in Italia ha rappresentato una bella notizia per tutta la Serie A, e ancora adesso che le cose vanno male, malissimo, è un piacere ascoltarlo a fine partita, con la sua educazione, la sua conoscenza di pallone. Però ormai bisogna ammettere che la sua esperienza a Napoli è quantomeno deludente. Da quando è arrivato, non è mai riuscito a dare la sua impronta, trasmettere un’idea, lasciare un segno qualsiasi alla squadra. All’inizio c’era da smontare il giocattolo (quasi) perfetto costruito da Sarri e riplasmarlo a sua immagine e somiglianza: serviva tempo. La prima stagione, fra alti e bassi, si era chiusa con una brutta eliminazione in coppa e un secondo posto a 11 punti dalla Juve, tanti, davvero troppi per chi l’anno prima lo scudetto l’aveva praticamente vinto. “Ma vedrete il prossimo, il secondo anno sarà quello di Ancelotti”, si diceva.

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